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29 dicembre 2008

AdC - Pionati replica a De Mita: "Avellino non è Nusco"

IRPINIANEWS - "Avellino non è Nusco. De Mita dice un'ovvietà, non sarò il suo candidato perché io sono alla guida di un partito stabilmente inserito nel centrodestra che ha fatto una scelta di campo. Con la scelta di De Mita verso il centrodestra la mia analisi politica è stata confermata”. Replica così il segretario nazionale dell'Alleanza di Centro, al leader di Nusco Ciriaco De Mita sulla ipotesi di candidatura a sindaco ad Avellino di Francesco Pionati.
“L'Udc – dice Pionati - è un guazzabuglio in cui regna la confusione. Romei, Pratola e D'Amelio lavorano per una intesa con il Pd, mentre De Mita contraddice la sua storia personale, per i suoi cattivi rapporti con il Pd e sceglie il centrodestra. Nessuna pregiudiziale nei confronti dell'intesa con De Mita, ma l'Udc deve risolvere il suo atteggiamento ambivalente: opposizione in Parlamento e volontà di collaborazione in periferia. Non ci saranno veti, ma l'intesa si deve sviluppare su un progetto chiaro, anche se sono convinto che De Mita da una parte apporta consenso e dall'altro lo tolga. Non tutti gli elettori del centrodestra accetterebbero di buon grado questa intesa. An – secondo il segretario dell'Adc - pone un problema oggettivo sulla collaborazione tra De Mita e centrodestra: è stato artefice dello sfascio della Campania insieme a Bassolino ed è da sempre parte strutturale del centrosinistra”.
Confermando la sua candidatura a sindaco della città Pionati dice: “Avellino è un piccolo centro, è dunque sbagliato seguire la logica della contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra, è invece necessario un rapporto diretto con i cittadini. Il mio modello è quello di De Luca a Salerno”.
E sulle questioni regionali: “Bassolino e la Iervolino si dimettano. Le recenti vicende hanno dimostrato la fine del mito del buon governo del centrosinistra. La sanità è l'emblema del fallimento anche della politica di De Mita”.
Concludendo il segretario nazionale dell'Adc dice: “… il centrodestra per vincere dappertutto deve puntare su due elementi: qualità amministrativa e vero rinnovamento”.




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27 dicembre 2008

PIONATI: «AVELLINO ECCOMI, SARÒ UN SINDACO ALLA DE LUCA»

«La mia è una candidatura a misura di città, non di schieramento». Francesco Pionati, vicedirettore del Tg1 in aspettativa, senatore ed ex portavoce dell’Udc che ha lasciato per fondare l’Alleanza di centro, spiega così la sua discesa in campo per la poltrona di sindaco di Avellino. 

«Nella mia città sono troppi gli elementi localistici e familistici che provocano veti e impedimenti; mi sembra dunque più giusto procedere secondo il metodo Salerno».
Pionati come De Luca?
«Ferma restando la mia collocazione nel centrodestra, non credo sia utile porsi alle elezioni amministrative in una logica di contrapposizione. La gente non pensa a una scelta con motivazioni politiche, bensì guarda alla città, ridotta a un perenne cantiere».
Un cantiere politico?
«Magari. Invece è un cantiere in senso tecnico, è una città che ha utilizzato in maniera distorta i fondi disponibili e che è precipitata in fondo alla classifica relativa alla qualità della vita. Così come Bassolino è il governatore meno amato d’Europa, così Avellino è ultima fra le città italiane. Quando porto in giro per la mia città i politici di altre parti d’Italia, sembra che il terremoto sia avvenuto l’altro ieri, e non 28 anni fa. Strutture megagalattiche che non servono a niente come il tunnel che collega due zone della città che non hanno mai avuto problemi di traffico, mentre resta colpevolmente insoluto il nodo dell’ingresso da Avellino Ovest.
Però è stato ristrutturato il corso principale.
«Bella roba. Ora è lungo e largo come una pista d’aeroporto, col risultato che d’inverno è battuto da pioggia, vento e neve, e d’estate il solleone non dà scampo ai pochi che osano avventurarsi. Chi lo ha voluto così pensava forse di essere a Rio de Janeiro, e invece siamo in una delle città più piovose d’Italia. E poi c’è il Mercatone: un’area degradata in pieno centro, ricettacolo di sbandati, dove ogni tanto qualcuno muore di freddo o di overdose».
Uno scenario da metropoli ex sovietica.
«E invece Avellino deve ritrovare la sua dimensione di piccola città provinciale, la città-giardino della mia infanzia. Per intenderci: Avellino ha un diametro di 2 km appena, ma ormai per attraversarla in auto ci si impiega lo stesso tempo che a Napoli, o a Roma».
Tutto sbagliato, tutto da rifare, come diceva Bartali. E infatti contro di lei si appresta a scendere il pista una specie di Coppi: Ciriaco de Mita.
«Non so se alla fine correrà davvero lui, o se sta solo tirando la volata a suo nipote Giuseppe, la sua ossessione (ma il Giuseppe buono è un altro nipote, omonimo, che è stato in passato sindaco di Nusco). Ma sarei contento di affrontare De Mita in campo aperto perché Ciriaco è abbastanza estraneo alla città, e ad Avellino - a differenza che in Alta Irpinia — non ha mai raccolto particolari simpatie. Comunque, se la scelta dell’Udc è quella di correre da sola qui e anche a Napoli, si tratta di una strategia suicida: altro che ago della bilancia, ne usciranno con le ossa rotte».
Lei non fa certo sconti all’Udc: di cui, fino a poco fa, è stato portavoce.
«L’opinione pubblica è ormai bipolare. Possiamo discutere se questa sia ancora la stagione del bipartitismo, ma che ci si muova sui due grandi blocchi è pacifico: solo l’Udc di Casini si ostina a negare l’evidenza».
Comunque De Mita la sua candidatura non l’ha presa bene, forse scende in campo anche per farle un dispetto.
«Problema suo. Io, a differenza di De Mita, non sono un umorale, questa mia candidatura ha un valore affettivo, in nome di una città massacrata, distrutta. Credo che ci si debba candidare su valori positivi, non su spinte negative. Inoltre De Mita è di fatto corresponsabile del malgoverno regionale soprattutto nella Sanità, per l’opinione pubblica lui e Bassolino sono praticamente la stessa cosa. De Mita ha ragione quando dice che non è l’età che determina la qualità, ma quale schieramento politico può presentarsi come nuovo con la faccia di De Mita?»
Ad Avellino il centrodestra, salvo sorprese dell’ultimo momento, ha trovato una rapida convergenza sul suo nome. Come mai in una realtà come Napoli, invece, il centrodestra non riesce mai a mettersi d’accordo su un nome plausibile?
«A Napoli c’è un elettorato molto diffuso che fa capo ai leader nazionali, a Berlsuconi e a Fini; ma la destra (a differenza della sinistra, che si appoggia sulla consolidata struttura del vecchio Ds) ha un’organizzazione leggera, senza radicamento territoriale, dunque è in difficoltà a far emergere una classe dirigente locale».
Io pensavo che c’entrasse qualcosa lo strisciante consociativismo.
«E’ una teoria che ho sempre sostenuto, ma per il passato. Adesso, con un Bassolino che fa resistenza addirittura al suo segretario nazionale, e che persino Napolitano non riesce a spingere verso le dimissioni, che cosa vuole che faccia il centrodestra, al di là di una coerente opposizione in sede di Consiglio regionale?»
Giochiamo alla fantaelezioni: lei è stato appena eletto sindaco di Avellino, faccia le prime tre cose per la sua città.
«Primo: realizzo subito un nuovo piano-traffico. Secondo: istituisco una commissione culturale portando in città personalità esterne come Vittorio Sgarbi e il mio amico e redattore capo Rai Vincenzo Mollica… »
Quello detto anche «un pezzo di pane» perché parla bene di tutti?
«Sì, proprio lui. Tre, azzererei tutti gli sprechi per le feste estive e quelle natalizie, sagre paesane che non hanno mai portato un turista in città. Quattro… »
Veramente di cose da fare gliene avevo chieste solo tre.
«Sì, ma vorrei salvare il corso “spezzandolo” con tre, quattro sculture moderne scelte con un concorso internazionale fra artisti di altissimo livello. E poi, ancora, farei un piano per il commercio, settore in grande sofferenza. Dovrebbero venire qui da tutta la provincia, invece accade il contrario, gli avellinesi vanno a fare compere ad Ariano Irpino, è assurdo».

di Antonio Fiore - da il Corriere del Mezzogiorno, 27-12-2008




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19 dicembre 2008

Con il Cavaliere farò centro... da Panorama

“Daremo un tetto alla vera anima del partito che non vuole scivolare verso il Pd”. Esordisce così Francesco Pionati nel pezzo di attualità politica pubblicato a pagina 62 dal settimanale Panorama in edicola questa settimana .
“Alleanza di Cento – dice il segretario dell’Adc - è destinata a confluire nel Pdl, dopo una fase di collaborazione esterna”. E aggiunge “l’Udc è sempre stata di centrodestra, noi vogliamo offrire un tetto alla vera anima del partito, che non ci sta a scivolare con Pier Ferdinando Casini verso il Pd”. Spiegando anche che “la politica dei due forni è morta, il centro moderato, l’anima vera della Dc, sta con Berlusconi. L’Italia è un paese bipolare, ormai. Non c’è più spazio per i giochi centristi. Il bipartitismo semmai si può correggere ma dall’interno degli schieramenti. Vedo Bruno Tabacci ancora insistere su questa fantomatica terra di centro, ma quando mai…”
“Casini – dice Pionati - è uno che non sa più leggere la realtà politica. Ha un’immagine forte e un pensiero debole. Uno dalle mani libere e quindi vuote. Lui che criticava tanto Berlusconi per il cesarismo è in realtà un berluschino. Ha fatto commissariare intere regioni come la Puglia.Ma come può pensare Casini di sostituire quadri e dirigenti, l’anima del partito, con l’apparato di Liberal di Ferdinando Adornato con la scusa della costituente di centro?”
Il leader di Alleanza di Centro profetizza: “l’Udc è destinata a succhiare i voti al Pd per recuperare quelli che perde nel centrodestra. E tutto si risolverà quindi in una partita di giro tra le forze di opposizione come è accaduto in Abruzzo. Berlusconi se la ride. È un imperatore romano che assiste dagli spalti alla lotta tra i gladiatori Veltroni e Casini”.
Pionati anticipa delle questioni organizzative: “Alleanza di Centro di insedierà a Roma a largo del Nazzareno, proprio davanti al Pd: quasi una sfida. Il congresso con Berlusconi, si terrà a metà gennaio. Sarà il trampolino di lancio delle liste di Alleanza di Centro per le amministrative del 2009. In Puglia e in Campania prenderemo almeno il 3 per cento, nel centro-sud abbiamo già 8 consiglieri regionali e 250 amministratori locali, di cui alcuni sindaci”.
Alla domanda, si candiderà a sindaco di Avellino, come anticipato a Panorama? Pionati risponde: ”è probabile. Anche se sarebbe una scelta più affettiva che politica, un gesto per il riscatto di Avellino, precipitata agli ultimi posti per qualità della vita”.
Il leader dell’Adc Pionati coltiva il sogno di sfilare il segretario dell’Udc Cesa a Casini, “con lui i rapporti restano fraterni e sono convinto che la pensi come me”.




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10 dicembre 2008

L'Irpinia punti su pochi, ma grandi progetti"

Onorevole, Ottopagine ha avviato un dibattito sulla logistica. La domanda che ci si pone è la seguente: è questa la vera strada per lo sviluppo e la crescita dell'Irpinia?

Certamente non è l’unica strada ma al momento, mi sembra quella più percorribile. Il quadro degli investimenti industriali è completamente cambiato rispetto a qualche decennio fa e oggi si deve puntare su due direttrici principali: eccellenza e piattaforme logistiche di supporto. Immaginare interventi a pioggia e a fondo perduto che ripropongano cattedrali nel deserto destinate a fallire, come in passato, mi pare assolutamente improponibile. Dobbiamo imparare a fare i conti con la realtà e se perdiamo anche il treno dello sviluppo legato, ad esempio, all’area portuale di Salerno, per noi saranno dolori. Dobbiamo capire che sulle zone interne, come l’Irpinia, la crisi si scarica con maggiore violenza e che oggi le fasce costiere sono destinate ad avere più risorse e maggiori possibilità di crescita. 

Da più parti si è levato un dubbio: da sola, la logistica, è la priorità da mettere in campo per la nostra provincia?

Nessun intervento, da solo, potrà essere risolutivo. Quel che è certo è che la logistica, senza aspettarsi miracoli, potrà sicuramente assolvere una missione importante per ridurre gli effetti negativi della crisi internazionale sulla nostra economia locale. Bisogna utilizzare le risorse di cui si dispone, con realismo. Io sono convinto, ad esempio, che tra le opere infrastrutturali necessarie bisogna inserire una linea ferroviaria a partecipazione privata che colleghi Avellino con Salerno, per alleggerire il trasporto su gomma che diviene sempre più problematico. Qualunque piattaforma logistica in Irpinia ne avrebbe un grande beneficio.

Da questo punto di vista, uno degli snodi fondamentali dovrebbe essere la piattaforma da realizzarsi in Valle Ufita. Quali dovrebbero essere le caratteristiche di questa opera? E, soprattutto, quali le ricadute sul territorio?

Sicuramente una piattaforma in valle Ufita sarebbe opportuna e avrebbe grandi prospettive ma anche strutture più centrali e vicine alla città capoluogo avrebbero ottime possibilità. Penso, ad esempio, all’area industriale di Pianodardine o alla valle del Montorese. La cosa fondamentale è stabilire le priorità e mettere a punto un piano complessivo di interventi. Il resto è secondario : a quel punto una zona vale l’altra. Credo che la realizzazione di piattaforme logistiche sia anche un modo per dare un’interpretazione costruttiva al concetto di globalizzazione. Assemblare in irpinia prodotti che vengono dalla Cina o dalla Corea significa creare una filiera industriale dalla quale anche noi possiamo trarre grande benefici. Così non ci sentiremmo “invasi” da industrie straniere ma corresponsabili di un ciclo produttivo. Gli impegni del Governo sono difficili da prevedere in una condizione di grave crisi finanziaria, soprattutto dinanzi alla pessima prova che le amministrazioni regionale e locali hanno dato nella gestione dei finanziamenti europei. La Campania è l’unica regione europea nella quale un utilizzo di risorse pressoché illimitate non ha prodotto né un aumento del PIL né aumento dell’occupazione. Siamo la vergogna d’Europa e Bassolino rappresenta bene al nostra immagine nel mondo non solo per l’emergenza rifiuti o per quella sanitaria ma anche per l’utilizzo dissennato dei fondi europei. Come dice il proverbio “aiutati che Dio ti aiuta”. Mi pare difficile chiedere al Governo nazionale di riparare ai disastri di quello regionale. Oggi le leve di potere più forti sono quelle europee e quella regionale. Il governo nazionale può creare solo una cornice di sviluppo. Nella nostra regione e nella nostra provincia il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Non credo sia un caso se a chiedere la testa di Bassolino è proprio il segretario del suo partito, Veltroni. Insomma, bisogna partire dall’assunzione di responsabilità.

Quando si parla dello sviluppo, è inevitabile fare riferimento ai fondi europei: quale la sfida per il periodo 2007-2013?

Il passato, come ho già detto, è stato disastroso. Abbiamo dinanzi a noi l’ultimo treno dello sviluppo. La cosa fondamentale è cercare di non perderlo e di utilizzare le risorse, finalmente, in modo virtuoso. Per questo credo che la regione – oggi in una sostanziale condizione di paralisi – debba avere una nuova guida in tempi rapidissimi. Purtroppo per le zone interne si profila una battaglia durissima perché la nostra regione è “napolicentrica” e il potere politico che gravita attorno a Napoli, ben sapendo che quella 2007-2013 è l’ultima occasione, farà di tutto per intercettare risorse ai nostri danni. Occorre una classe politica forte, coesa e determinata per rispondere al meglio e tutelare i nostri interessi.

Ci sono delle priorità che individua e sulle quali l'Irpinia dovrebbe puntare con decisione? Qual è la "ricetta" di Alleanza di Centro?

Da quando sono in politica ho sempre ripetuto la stessa cosa: io credo che noi abbiamo l’oro sotto i piedi ma non siamo mai stati in grado di sfruttarlo. L’Irpinia è un territorio che avrebbe dovuto puntare almeno da 30 anni sullo sviluppo turistico, sull’industria agroalimentare artigianale e sulla valorizzazione delle risorse paesaggistiche, artistiche ed enogastronomiche. Noi abbiamo due poderosi serbatoi turistici rappresentati dalla città di Napoli e di Salerno e con un’organizzazione adeguata dovremmo contenderci intere fette dei flussi turistici balneari. La differenza tra noi e la costiera Amalfitana e che mentre lì il turismo è stagionale, con netta prevalenza del periodo estivo, da noi può affluire tutto l’anno. L’Umbria o la Toscana del dopo guerra erano aree depresse o in decadenza. Oggi vivono di turismo qualificato e sono considerati tra i territori più belli d’Europa. Ovviamente la nostra storia non è paragonabile con quella dei grandi comuni della toscana o alle raffinate architetture delle città d’Umbria, ma sul piano paesaggistico non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. La mia idea, quella di Alleanza di Centro, è questa: affiancare allo sviluppo industriale delle piattaforme logistiche una forte iniziativa per le politiche del territorio e del turismo. Antico e moderno possono convivere con armonia. In una fase di crisi economica la priorità è trovare in noi stessi, prima che negli altri, le risorse e le vie d’uscita dalla crisi. Certo, occorre un salto di qualità notevole soprattutto nel modo di pensare. Tante piccole aziende, tanti piccoli produttori di vini dovrebbero imparare a collaborare piuttosto che farsi la guerra, ma non c’è alternativa. 

Un'ultima domanda: come è possibile coniugare, per l'immediato futuro, la qualità della spesa con ricadute realmente positive sul territorio?

Facendo l’opposto di quello che si è fatto fin’ora. Non lo dico io, lo dicono gli studi della Confindustria : il motivo per cui è fallito l’intervento dei finanziamenti europei è la parcellizzazione clientelare dettata dalla politica. In sostanza la filiera “Bassolino” ha disperso i finanziamenti in mille rivoli per alimentare quante più “microclientele” possibili, con l’unico scopo di ottenere un  ritorno in termini di consenso elettorale. Questo comportamento ha avuto l’effetto di disperdere le risorse che alla fine sono risultate del tutto inefficaci. La via maestra, appunto, è fare il contrario e cioè concentrare le risorse su pochi interventi strategici che abbiano ricadute effettive in termini di crescita economica e occupazionale. In tutta l’Irpinia, ad esempio, bisogna lavorare a non più di 5 progetti di dimensioni medio grandi invece di dar vita ad una pioggia di finanziamenti privi di prospettiva. La mia funzione politica sarà, appunto, quella di identificare i progetti migliori, proporli e spiegarli sia a livello amministravo che a livello di pubblica opinione. Tutto, secondo me, deve partire da una presa di coscienza della gravità dei problemi e della conseguente necessità di trovare le risposte più adeguate.




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9 dicembre 2008

Avellino tra le ultime città , Adc: "Colpa degli amministratori"

Avellino tra le ultime città d'Italia? Alleanza di Centro non ha dubbi: colpa degli amministratori e della classe politica che li sostiene. Tutta Italia si è accorta di quello che diciamo ormai da anni - ha spiegato l'on. Francesco Pionati - Avellino è una città  sprofondata al livello del Terzo mondo e questo nonostante i milioni di euro in parte spesi e in parte utilizzati per cose a dir poco discutibili. Bisogna salvare subito ciò che rimane ancora di solido mandando a casa quelli che hanno causato un disastro di dimensioni apocalittiche. E' sempre lo stesso modello-filiera Bassolino che continua a fare danni: dalla Regione fino al più piccolo comune amministrato. Occorre licenziare non solo gli amministratori ma anche la classe politica, responsabile allo stesso modo, che continua a sostenerli. In politica chi sbaglia paga e va via. A nulla valgono i disperati tentativi di rifarsi una verginità  e un'innocenza perdute ormai molti anni fà.




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4 dicembre 2008

Vi aspetto!

Sabato 6 dicembre 2008 alle ore 12,00 presso il Centro Servizi di Atripalda in via San Lorenzo si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto politico: "Alleanza di Centro per la Libertà". Partecipa il Segretario Nazionale dell'Adc onorevole Francesco Pionati.




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4 dicembre 2008

...che giornata!

Pdl/ Berlusconi da' benvenuto a Pionati: centristi tornano a casa
Insieme ad Alleanza di Centro faremo ottime cose
 
Roma, 4 dic. (Apcom) - "Benvenuto" , o meglio "bentornati a casa", di Silvio Berlusconi a Francesco Pionati e al suo neonato 'Alleanza di Centro' destinato alla confluenza nel Pdl. "Il mio più cordiale benvenuto a Francesco Pionati e alla sua Allenza di Centro. Sono convinto che, insieme, faremo ottime cose. Apprezziamo chi - con coraggio - compie scelte chiare e consapevoli della logica bipolare oramai irreversibile del sistema politico italiano. La casa dei moderati italiani - afferma Berlusconi in una dichiarazione- che fanno riferimento alla grande famiglia del Partito Popolare Europeo è il Popolo della Libertà. Per questo, agli amici di "Alleanza di Centro per la libertà" dico: bentornati a casa".

Pdl/ Pionati a Udc: Incoerenti voi,state con e contro centrodestra
O si dimettono i consiglieri regionali o i parlamentari
 
Roma, 4 dic. (Apcom) - "In Veneto, Sicilia e Lombardia l'Udc è nelle giunte di centrodestra mentre a Roma vota contro il Governo Berlusconi. Delle due l'una: o si dimettono i consiglieri regionali o i parlamentari". Replica così Francesco Pionati, ex portavoce dell'Udc che ha detto addio al partito di Pier Ferdinando Casini per schierarsi a sostegno del governo Berlusconi, alla richiesta di dimissioni da deputato avanzata da Via dei Due Macelli.
"Comprendo il nervosismo dell'Udc, che sta esplodendo sotto il peso delle proprie contraddizioni e teme la nostra iniziativa, ma a tutto c'è un limite, anche all'ambiguita e all'incoerenza di un partito che contemporaneamente sta con e contro il centrodestra", conclude.

Pdl/ Pionati: Adc in campo ad amministrative, lealtà e' valore
Parteciperemo ad alleanze centrodestra con nostre liste
 
Roma, 4 dic. (Apcom) - L'Adr per le libertà, il nuovo movimento politico lanciato oggi dall'ex portavoce dell'Udc Francesco Pionati, è pronto a correre alle amministrative: "Siamo pronti a partecipare con nostre liste, nel centrodestra. Ma nulla sarà fatto senza il consenso dei nostri alleati, perché per me la lealtà è un valore politico, capace di portare consenso elettorale".

Pdl/ Pionati lancia Adc: Porteremo moderati nel centrodestra
Nostro riferimento è Berlusconi, anche se stimo Casini
 
Roma, 4 dic. (Apcom) - A due passi da Montecitorio, in un hotel romano, l'ormai ex portavoce dell'Udc Francesco Pionati abbandona ufficialmente il partito di Pier Ferdinando Casini, passa al gruppo misto della Camera, lancia il suo nuovo movimento politico. Si chiamerà Alleanza di centro per la libertà, Adc: l'obiettivo è quello non di costruire in parlamento un gruppo di parlamentari pronti a lasciare l'Udc, ma di "intercettare i dirigenti locali, i consiglieri locali, radicarsi sul territorio". Il primo appuntamento saranno le amministrative, intanto Pionati dà i numeri: "La campagna di adesione è appena iniziata, stanno con noi già 5 consiglieri regionali e 200 amministratori locali".
Il simbolo, un cerchio, sfondo azzurro con in basso un tricolore e in alto un richiamo alla bandiera dell'Unione europea, somiglia tantissimo a quello del Pdl. In fondo, dice Pionati, "la nostra è una scelta di campo, è il sostegno a Berlusconi, il nostro riferimento è Berlusconi".
Parole che non faranno piacere a Casini, anche se l'ex portavoce dell'Udc, oggi segretario dell'Adc, giura: "Ho sempre sostenuto la necessità di sostenere il governo. Con Casini i rapporti personali restano ottimi, lo stimo molto. Il nostro non è un movimento personale, la mia volontà è quella di trasferire i moderati nel centrodestra".
Per Pionati l'Adc è una scelta inevitabile, dettata dalla storia politica degli ultimi mesi: "Il tentativo di creare un Polo di centro è stato fatto coraggiosamente alle elezioni, il risultato ha detto che questo spazio non c'è. Serviva un scelta di capo, senza ambiguità, o di qua o di là".






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3 dicembre 2008

ADC: PIONATI, AMMICCAMENTI MORTALI A PD E ELETTORI UDC IN FUGA

"Penso che la nostra iniziativa sia molto rilevante e, soprattutto, a deciderlo saranno gli elettori che mi pare siano in fuga massiccia dall'Udc" che "va verso un'altra direzione, e' un partito dalle posizioni ambigue. Casini teorizzava l'attesa degli eventi come una linea politica. Questo e' inaccettabile: la politica si fa scegliendo e non aspettando. Gli ammiccamenti verso il Pd sono la morte dell'Udc". Dalle colonne di 'E-Polis', e' Francesco Pionati ad affermarlo.
Uscito dall'Udc per fondare 'Alleanza di Centro', Pionati rileva che il nuovo movimento "si basa su un progetto che nasce dalla base, con l'intento di fare tutto il possibile per rafforzare il centrodestra e l'intesa con i nostri alleati".
"Non assumeremo - annuncia - nessuna iniziativa in contrasto con il governo, visto il momento in cui versa l'Italia. E' illogico votare no al 90% delle proposte del governo come ha fatto l'Udc e poi sorprendersi per l'ostilita' del PDL. Le alleanze vanno anche coltivate". Critiche anche alla Costituente di Centro: "E' un processo assolutamente ridicolo: serve solo a decapitare la classe dirigente dell'Udc storico a favore di responsabili esterni che non hanno nessuna consistenza politica".




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29 novembre 2008

Affaritaliani.it: Gli elettori di Casini vogliono Berlusconi. In pochissimi scelgono l'intesa con il Pd

L'uscita di Francesco Pionati dall'Udc ha scatenato un terremoto al centro. Anche perché l'ex portavoce di Casini e Cesa - come ha dichiarato da Affaritaliani.it - si porterà via diversi consiglieri regionali, provinciali e amministratori locali. Ma che cosa pensano gli elettori centristi? Sono più vicini al Popolo della Libertà e a Silvio Berlusconi o al Partito Democratico e a Walter Veltroni. "Nella situazione attuale gli elettori di centro, con una buona campagna elettorale, sarebbero più attirati dal Centrodestra. Però scelgono di volta in volta e non in maniera definitiva, proprio perché sono e si considerano di centro. Però oggi sceglierebbero in maggioranza nettamente il Pdl e il presidente del Consiglio", afferma ad Affaritaliani.it Renato Mannheimer, presidente dell'ISPO.

Della stessa opinione Maurizio Pessato, amministratore delegato dell'Swg di Trieste. "Non c'è una strada univoca ma convivono più spinte", spiega ad Affaritaliani.it. "Ma il centro (quindi l'opzione di restare soli) e un'alleanza con il Centrodestra sono nettamente prevalenti. E' difficile che gli elettori dell'Udc tendano ad andare verso il Partito Democratico, è nettamente modesto il numero di chi vuole un'intesa con il Centrosinistra". "Poi - aggiunge Pessato - ci sono alcune diversità territoriali. Ad esempio nell'Italia centrale non è certo il Centrosinistra il punto di riferimento, parlo delle Regioni dove storicamente è forte la sinistra (Toscana, Emilia Romagna, Marche e Umbria). Nell'area meridionale del Paese c'è una spinta a restare al centro, mentre nel Nord-Est ci sono alcune attenzioni al Centrosinistra. Direi che il Triveneto è la zona dove gli elettori dell'Udc sono più vicini al Partito Democratico".




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28 novembre 2008

IL GIORNALE Pionati: "Addio all'Udc adesso sosterrò il Pdl"

Roma - Due incontri con Berlusconi negli ultimi quindici giorni e mercoledì l’annuncio che esce dall’Udc per fondare Alleanza di centro. Onorevole Pionati, i suoi ex colleghi di partito dicono che è a caccia di poltrone... "Guardi, l’unica cosa che non mimancavaera la poltrona. Prima avevo quella di vicedirettore del Tg1 e poi quella di portavoce dell’Udc... Al contrario, la mia scelta dimostra che sono uno disposto ad andare in mare aperto per le mie idee". Casini che le ha detto? «Non ci siamo parlati, le cose mi sembrano fin troppo chiare». Perché lascia l’Udc ora e non prima delle elezioni quando si formalizzò la rottura con Berlusconi? «Perché correre da soli non è stato un errore, il problema è stato non saper interpretare il risultato elettorale». Che però ha premiato l’Udc, a differenza per esempio del Prc... «Quello è l’aspetto positivo, l’unico che Casini ha voluto tenere in considerazione. Mentre ha preferito ignorare l’aspetto negativo». Cioè? «Che le elezioni hanno sancito la vittoria del bipolarismo euna nostra chiara marginalizzazione ». In cosa doveva essere diversa la strategia dell’Udc post-elezioni? «Con una crisi economica di queste proporzioni, avremmo dovuto appoggiare il governo. Ancora di più noi, che per anni abbiamo decantato la nostra responsabilità... Le dirò di più: vista la situazione avremmo dovuto appoggiare il governo a prescindere, anche se a Palazzo Chigi ci fosse stato Veltroni». Perché? «Questo non deve chiederlo a me. Io so solo che mi aspettavo che Casini smentisse le ricostruzioni dei giornali che parlavano di una Udc sbilanciata a sinistra. Invece nulla. Il che significa che nella migliore delle ipotesi il partito è destinato a una deriva di galleggiamento e nella peggiore si sta incamminando a passo veloce verso il Pd». La seguiranno altri parlamentari? «Di questo non mi sono occupato, a me interessa il radicamento sul territorio. Per questo il movimento sarà formato soprattutto da amministratori locali del Centro-Sud». Alle prossime amministrative andrete con una vostra lista? «Non lo so. Penso che possano essere utili soprattutto alle Provinciali. Comunque ogni decisione sarà presa insieme al Pdl». Dove presto confluirete... «Non c’è nulla di concordato. Di certo c’è che a differenza dell’Udc non siamo ostili al progetto e siamo decisi a sostenere il governo». Scusi, ma che differenza c’è tra i Popolari liberali di Giovanardi e la sua Alleanza di Centro? «Giovanardi sta facendo una battaglia lodevole ma già da dentro il Pdl, noi vogliamo dare un casa a chi dal centro non vuole scivolare verso il Pd».




permalink | inviato da Francesco Pionati il 28/11/2008 alle 11:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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